UN CRISTIANESIMO SENZA PRETI E’ CONCEPIBILE?

Pensate alle comunità cristiane giapponesi rimaste senza preti per 200 anni…Quando dopo questo tempo sono tornati di nuovo altri missionari hanno trovato tutte le comunità a posto: tutti battezzati, tutti catechizzati, tutti sposati in chiesa, e quelli che erano morti, tutti sepolti cristianamente. Non c’è prete… Chi ha fatto questo? I battezzati!… Crediamo in questo, che il battesimo basta, è sufficiente per evangelizzare? … – Papa Francesco, omelia in Santa Marta del 20 aprile 2013

CORSO DI CULTURA 2014 DEGLI EX ALUNNI DELL’ANTONIANUM

Nel popolo di Dio ogni battezzato può e deve vivere la Buona Notizia: servono allora i preti in una Chiesa in cui l’unico mediatore è Cristo, come ci ricorda la Lumen Gentium?

Domanda stimolante e impegnativa per chi, da cattolico, si sente permanentemente chiamato a un tempo di rinnovamento e per chi, da altre posizioni religiose o filosofiche, ha delle perplessità di fronte alla funzione sacerdotale.

Di questo si occupa , dal 3 febbraio al 3 marzo 2014, alle 21 di ogni lunedì, nell’aula Morgagni del Policlinico, il corso di cultura organizzato dagli ex Alunni dei Gesuiti dell’Antonianum. Come sempre lo fa da vari punti di vista, a cominciare da quello di chi non è cattolico e non ha sacerdoti nelle proprie comunità. Come la pastora Maria Bonafede, milanese, vice moderatore della Tavola Valdese, filosofa e teologa. “ Religioni senza clero “ è il tema affidatole lunedì 3 febbraio.

L’idea di sacerdozio appartiene tuttavia a più religioni, anche con visioni diverse . Essa è una radicata aspirazione umana ad avere un ponte, un gradino verso l’alto. Dunque è anche in una dimensione antropologica che va approfondito questo argomento. Il senso della liturgia, e quindi le radici più profonde del rito, saranno al centro della relazione di Giorgio Bonaccorso, monaco benedettino, docente di liturgia all’istituto padovano di Santa Giustina.

La permanente confusione tra sacerdote e presbitero non ha fatto fare molti passi avanti su questo tema. Tutti i battezzati sono certamente sacerdoti in quanto incaricati di prolungare, nel tempo e nello spazio, il culto espresso da Gesù. I presbiteri invece aiutano i vescovi nel triplice incarico di insegnare, santificare e governare. In altri termini mentre l’idea di sacerdozio attraversa tutta la cristianità nel tempo, si è assistito a un’evoluzione nella figura del presbitero. Si tratta allora di separare gli “ immutabili” in quanto categoria primaria da ciò che è stato ed è soggetto a mutamento. Aiuterà a fare questo discernimento Corrado Marucci, gesuita, matematico e teologo, docente al Pontificio Istituto Orientale di Roma.

Tradizione e tradizioni a confronto per quanto riguarda il tema “ Preti celibi e preti sposati”che sarà sviluppato da Giampaolo Salvini, gesuita, economista, teologo, già direttore e ora rettore di “ Civiltà Cattolica”. Il celibato , da un certo momento storico in avanti, entra nelle tradizioni, ma la Tradizione certamente non lo considera vincolante per i presbiteri. Quelli di rito orientale cattolico, ad esempio, normalmente si sposano e questo è completamente ammesso e riconosciuto. Ma il tema non si presta solo a considerazioni su ciò che è ammesso e ciò che non lo è: è del tutto evidente che l’argomento è aperto sul terreno della vita emotiva, affettiva e di relazione che è bene che un presbitero abbracci per servire e vivere al meglio la propria missione.

Il ciclo sarà concluso da Marcello Pera, docente di filosofia, già presidente del Senato, che parlerà di “ Chiesa in movimento nel nostro tempo” : a cavallo tra cultura e politica si aprirà il dibattito sulla nuova stagione spirituale e sociale che si apre per la Chiesa a sua volta in cammino, con i suoi laici e i suoi preti.

Come sempre il ciclo di cultura dell’Associazione ex Alunni dell’Antonianum, presieduto dal professor Francesco Angrilli e spiritualmente assistito da Padre Mario Ciman, non proporrà sterili dissertazioni , ma un confronto attivo . Non solo un piano storico e culturale, ma anche un aiuto per rapportarsi con una giusta disposizione al tempio in cui ogni persona ha la stessa , grande dignità.

Ha detto Papa Francesco in una delle sue recenti omelie a Santa Marta: “ Io credo, umilmente lo dico, che noi cristiani forse abbiamo perso un po’ il senso dell’adorazione. E pensiamo: andiamo al tempio, ci raduniamo come fratelli, ed è buono, è bello. Ma il centro è lì dov’è Dio. E noi adoriamo Dio».

Per contatti, interviste, foto relatori contattare:
Padre Mario Ciman S.J.
Cellulare: 3488824846

Professor Francesco Angrilli
Presidente Associazione ex Alunni dell’Antonianum
Cellulare: 3355223535

OGNI BATTEZZATO PUÒ E DEVE EVANGELIZZARE