14
Gen

0

Perchè guardiamo al futuro: l’intervento del presidente degli ex-Alunni dell’Antonianum Francesco Angrilli e del consigliere Ruggero Ferro

I corsi di cultura degli ex-alunni del Collegio Antonianum hanno generalmente, attraverso la loro lunga storia, temi fra loro molto diversi. Quest’anno abbiamo deciso di continuare ad approfondire e dare nuovi contenuti alla riflessione sul futuro avviato con il ciclo precedente. Parleremo di mutamenti epocali. Dall’intelligenza artificiale ai cambiamenti climatici, ci si presentano grandi possibilità e immensi problemi da risolvere, talvolta il più possibile in fretta.

Vorremmo che lo sfondo di questi nostri incontri 2019 non fosse la paura e il pessimismo: certamente aumenta l’incertezza sugli scenari in tanti ambiti, ma è pur vero che vi sono motivi di speranza. Non è solo una tensione spirituale quella che nasce da questa affermazione, ma un fatto suffragato dalla storia recente. Hans Rosling, studioso svedese membro dell’accademia reale delle Scienze, morto nel 2017, definiva come “una tendenza preoccupante” il fatto che le persone non si rendessero conto che il mondo, per molti aspetti, stia diventando un posto migliore. Ogni giorno 200.000 cittadini riescono a superare la soglia di miseria di 2 dollari al giorno, 300.000 accedono per la prima volta all’elettricità e all’acqua pulita, per fare due esempi che difficilmente i grandi media approfondiscono. Aumenta l’aspettativa di vita (era di 35 anni agli inizi del 1800), cala la mortalità infantile ed è da settant’anni che non vi è un conflitto generalizzato in Europa.

Nonostante questo, oggi più che mai, lo shock del futuro pesa su di noi. Da una prospettiva cristiana, come è nello stile degli ex-Alunni, cercheremo allora di interpellare, con l’aiuto di cinque esperti, questo avvenire che ci incute paura. Siamo sollecitati a farlo anche grazie a significativi contributi, a vari livelli, che la Chiesa ha offerto e offre come terreno di confronto e interrogazione morale. Suor Maria Grazia Piazza, docente alla facoltà di Scienze Sociali della Gregoriana, scrive che “la visione del mondo e della vita è cambiata notevolmente, passando da una prospettiva statica ad una dinamica”. Giovanni Paolo II, rivolgendosi alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, si soffermava sugli sconvolgenti mutamenti imposti dalla globalizzazione. Un processo di per sé né buono né cattivo, ma da governare dando tutele. E raccomandava:” La riorganizzazione del tempo, la sua regolarizzazione e i cambiamenti in atto nell’uso dello spazio – paragonabili, per la loro entità, alla prima rivoluzione industriale, in quanto coinvolgono tutti i settori produttivi, in tutti i continenti, a prescindere dal loro grado di sviluppo – sono da considerarsi, pertanto, una sfida decisiva, anche a livello etico e culturale, nel campo della definizione di un sistema rinnovato di tutela del lavoro”.

Una riflessione filosofica aprirà il ciclo, il 28 gennaio, nell’aula magna Morgagni del Policlinico: “Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza”. E’ una citazione tratta dal filosofo Karl Popper, che sostenne come la critica sociale e la verifica di ogni enunciazione scientifica fossero fondamentali per il fiorire di una società aperta. E’ anche il titolo del libro di Dario Antiseri, ordinario di Filosofia della scienza alla Luiss di Roma: “razionale non è un uomo che vuole avere ragione, ma è piuttosto un uomo che vuole imparare – imparare dai propri errori e da quelli altrui”.

La medicina tra tecno-scienza ed etica è il tema del secondo incontro, che si terrà il 4 febbraio, affidato a Carlo Casalone, gesuita, medico, teologo, membro della Pontificia Accademia per la Vita e docente alla Pontificia facoltà teologica dell’Italia Meridionale.  Padre Casalone da tempo sviluppa lo studio su temi etici in medicina. “La medicina – ha scritto su La Civiltà Cattolica del 16 dicembre 2017- rende certamente un enorme servizio, grazie alle nuove conoscenze e tecnologie di cui dispone, sconfiggendo malattie e aumentando l’aspettativa di vita. Ma se la logica tecnocratica diventa prevalente, anche il corpo umano rischia di venire interpretato e amministrato come insieme di organi da riparare o da sostituire.

Leonardo Becchetti, ordinario di economia civile all’università di Roma 2 offrirà nuovi motivi di dialogo e studio su “Problemi dell’economia in un mondo globalizzato”. Il centro della riflessione di Becchetti è che il progresso tecnologico concentra la ricchezza nei proprietari delle nuove scoperte.” Poi – afferma –  con la globalizzazione si approfondiscono le distanze tra chi ha più e chi ha meno qualifiche. Questi ultimi competono con i lavoratori a basso costo, quindi i salari non salgono mentre chi ha più qualifiche può vendere in tutto il mondo. Poi i sistemi fiscali sono diventati sempre meno progressivi negli ultimi decenni. Ecco, l’insieme di questi fattori spiega le disuguaglianze.” (da SIR, Servizio di Informazione Religiosa, novembre2016).

Lo psichiatra, docente e scrittore Vittorino Andreoli, il 18 febbraio, parlerà de “La famiglia digitale”. In che modo i social media e le tecnologie possono aiutare o essere un fattore di disturbo nel primo nucleo associativo? Perché la famiglia “può diventare un nido, secondo l’allegoria romantica, ma anche un ring dove la gente si fa del male”. Vittorino Andreoli è davvero uno dei più conosciuti “studiosi della mente” italiani, noto anche al grande pubblico per la sua capacità di divulgare, con rigore scientifico e grande carica comunicativa, temi come la felicità, l’adolescenza, il denaro, l’educazione, la gioia di vivere. La mente dell’uomo, la sua follia sono al centro dei suoi studi e non smettono di stupirlo e appassionarlo.

Paolo Fiorini, ordinario di robotica e informatica all’università di Verona, concluderà, il 25 febbraio, il ciclo, parlando di “Nuove frontiere della robotica: implicazioni umane e sociali”. Il professor Fiorini è noto fra l’altro per essere il fondatore di ARS, Autonomous Robotic Surgery, che consentirà l’esecuzione di completi interventi chirurgici in autonomia, in ambienti incerti e parzialmente sconosciuti. La ricerca di Fiorini  si concentra sulla teleoperazione per la chirurgia, la robotica per lo spazio, i robot di servizio ed esplorazione e sulla navigazione autonoma di robot mobili. Nel 2001 ha fondato il Laboratorio di robotica ALTAIR che ospita circa 25 ricercatori. Ha maturato una lunga esperienza presso il NASA Jet Propulsion Laboratory – California Institute of Technology.

Salutiamo fin d’ora i relatori, che con grande generosità dedicano il loro tempo al Corso di Cultura e il pubblico, sempre più numeroso e con tanti giovani partecipanti, anche grazie all’ottima collaborazione degli studenti della Residenza Padre Messori.

Professor Fancesco Angrilli –Presidente l’ex-Alunni dell’Antonianum

Professor Ruggero Ferro- Membro del consiglio ex-Alunni dell’Antonianum