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03
Apr

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La vocazione di Abramo

A cura di P. Secondo Bongiovanni S.J.

“[…] ti chiamerai Abramo […] stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne” (Gen 17,3-9).

È provvidenziale che oggi la prima lettura ci proponga la storia e la vocazione di Abramo. “Vocazione” significa chiamata e non è riservata a preti, suore o qualche persona privilegiata, ma riguarda tutti. In ogni condizione di vita abbiamo la possibilità di una risposta autentica al Signore. Qualunque vocazione si fonda comunque sulla prima chiamata, che è la nostra stessa esistenza. Dio si è alleato con ciascuno di noi attraverso la vita che ci ha affidato, una volta per sempre: dopo vengono le vocazioni specifiche proprie della storia di ognuno. Possiamo però essere certi: la vocazione non è mai nel passato, ma nel presente: non riguarda ieri, ma oggi (“Oggi voglio entrare a casa tua”, Lc 19,1-10). Quando rispondiamo, così come possiamo e là dove siamo, nella povertà dei nostri mezzi e capacità, la vocazione diventa feconda e generativa di altra vita. Non lo sapremo forse mai, ma anche il più piccolo gesto farà parte del Segreto di Dio. Come la moltitudine di generazioni che seguiranno all’”eccomi” del padre Abramo: il quale insegna che dalla nostra risposta di oggi dipende la benedizione di coloro che seguiranno nel grande cammino dell’umanità.

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